IL FOTOROMANZO DE "IL BANCHETTO DELLE EMOZIONI"

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LIBRARIA Il Palcoscenico del Libro, nella sua sperimentazione di codici sempre diversi per la promozione del libro e della lettura, dedica questa estate al recupero del linguaggio estetico e velato di sapore vintage del fotoromanzo: all’interno della campagna #unmaredilettura, la mise en éspace “Il Banchetto delle Emozioni” diviene pretesto per la creazione di un una serie di scatti che andranno a comporre un fotoromanzo.

Partendo da una produzione totalmente made in Italy, si tenta di recuperare quelle sfumature malinconiche che panneggiano il ricordo opaco che abbiamo tutti – almeno i nati pre 1990 - di questo strumento, diffusosi nel Bel Paese nel corso degli anni ’50 e poi diventato un veicolo della narrazione tipico della comunicazione popolare che si insinuò in profondità nella stratificazione culturale per lungo tempo, andando a influenzare perfino i meccanismi estetici, artistici e strutturali della patinata filiera telecomunicativa (ambito da cui in origine era stato tratto).

Partendo da questo racconto per immagini, si intrecciano gli elementi del fotoromanzo e della mise en éspace, fornendo a quelle immagini il potere di parlare per brani letterari, ponendo in luce la loro struttura funzionale e le capacità intrinseche nel comunicare e trasmettere particolari generi di emozioni.
“Il Banchetto delle Emozioni” parla infatti di emozioni messe alla mercé di coloro che, timidamente, decidono di avvicinarsi al testo: disgusto, rabbia, paura, sorpresa, tristezza, gioia straripano dalle frasi, inondando gabbie di testo e immagini in un flusso carico di energia vitale.

In questo contesto, allora, il linguaggio a blocchi del fotoromanzo si sposa dolcemente con la struttura comunicativa della mise en éspace: una sequenza di blocchi immagine in cui il lettore può immergersi, costruendosi da solo, attraverso lo stimolo continuo dettato tra testo e spiegazione, la propria idea su come quei brani siano in grado di agire sulla mente e sul cuore umano.


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